Il piano di investimenti di Terna fra innovazione della rete elettrica e fibra ottica

Posted on 7 febbraio 2013 di

0


Terna ha nei giorni scorsi presentato i risultati del 2012 e il piano strategico 2013-2017. I numeri del gestore della rete elettrica nazionale sono sempre di estremo rilievo sia per il valore economico, sia per l’importanza e i riflessi che hanno sul sistema elettrico nel suo complesso (tanto che costituiscono parte integrante delle delibere dell’AEEG).

Il nuovo piano parla di 4,1 miliardi di investimenti nel periodo per la sicurezza e l’ammodernamento della rete. Di questi 300 milioni sono destinati ai tanto discussi “sistemi di accumulo” (cioè delle “batterie” che hanno lo scopo di “conservare” l’energia elettrica prodotta dalle rinnovabili nei momenti in cui il sistema non presenta una domanda sufficiente ad assorbirla). Sono, inoltre, previsti 1.200 km di nuova rete sostenibile e 60 stazioni che sostituiranno 850 km di vecchie linee e porteranno una diminuzione di emissioni di CO2 nell’atmosfera per 1 milione di tonnellate.

Al di là dei dettagli del piano che possono essere letti qui, gli aspetti salienti sono:

  • gli interventi che mirano a migliorare i collegamenti transfrontalieri con le reti elettriche del resto d’Europa, coerentemente con le recenti linee di indirizzo dell’UE in merito.
  • l’obiettivo di ridurre le congestioni e le disfunzioni “interzonali” dovuti alle rinnovabili. Detto in altri termini: gestire al meglio i picchi di produzione da cui gli investimeni nei sistemi di accumulo.
  • il focus sulle cosiddette “attività non tradizionali”. In pratica Terna sta differenziando e sviluppando una rete di fibra ottica sulla quale al momento ha effettuato interventi che hanno “permesso di consolidare una pipeline di circa 400 milioni di
    euro sviluppando attività nell’ambito dell’ingegneria, dell’ O&M e dell’housing di fibra ottica“. E su questo fronte sono già stati stimati potenziali, ulteriori 900 milioni di investimenti non inclusi nel piano.

Ma perchè Terna si impegna sulla rete in fibra ottica? Per capitalizzare l’aquisto fatto qualche anno fa da Wind di 11.000 km di rete in fibra? Per sviluppare quell’interconnessione fra reti elettriche e di telecomunicazione necessario allo sviluppo delle smart grid? O per mettere su quella NGN (new generation network) su cui l’Italia è pesantemente in ritardo? Stante le difficoltà di Telecom e le intenzioni di CDP-Cassa Depositi&Prestiti siamo di sicuro in uno scenario di coinvestimento fra big player per le NGN.

Annunci