I destini di Edison: spunta anche Acea

Posted on 10 ottobre 2011 di

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Non bastasse il groviglio societario (i soci italiani riuniti in Delmi) e di accordi (fra A2A e i francesi) che ha finora complicato e caratterizzato l’impasse sul Edison, in questi giorni è spuntato un nuovo protagonista: la romana Acea.

Pare infatti che il potenziale spacchettamento di Edipower (l’ex Genco Enel che Edison si porta in dote dal 2002) intorno a cui si sta ragionando per risolvere la contesa fra i soci dell’azienda milanese, sia potenzialmente lesiva anche degli interessi dell’azienda capitolina.

Qualche anno fa (nel 2005), infatti, Acea pose in atto un’azione legale contro l’operazione di privatizzazione delle tre Genco di Enel in quanto Edison e Aem Milano (oggi A2A) erano salite oltre il 30% del capitale di Edipower mentre il Decreto di privatizzazion stabiliva che “l’eventuale partecipazione al capitale sociale di enti pubblici, anche economici, o di imprese pubbliche, italiani o esteri, sia complessivamente limitata, per un periodo non inferiore a cinque anni, nella misura massima del 30%”. Peccato che il Decreto non prevedesse sanzioni in caso di violazioni e all’epoca addirittura l’Antitrust intimò al Parlamento di provvedere.

A sette anni di distanza la situazione si riprone. Secondo molti, per ragioni politiche. Secondo altri per ragioni prettamente aziendali. La querelle del 2005 infatti si è conclusa con una transazione con A2A e con una lotta legale con i francesi. Lotta che ancora non è conclusa e che ha visto l’ultimo episodio consumarsi lo scorso marzo con un’udienza in cui il giudice ha rinviato il giudizio al 2013.

Facile capire che se dovesse concludersi il suddetto “spacchettamento” Edipower per l’epoca non esisterà più e visto che è tramontata anche la “soluzione Zuccoli” in cui Acea era protagonista, dalle parti di Roma avranno pensato bene di “tutelare i propri interessi“...

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