Edison contro Gazprom per la rinegoziazione del prezzo del gas

Posted on 9 novembre 2010 di

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Da un po’ di giorni a questa parte su di Edison sono puntati gli occhi di vari operatori del mercato del gas. Per la precisione da quando l’ad dell’azienda, Umberto Quadrino, ha annunciato l’apertura a Stoccolma di una richiesta di arbitrato internazionale per la revisione dei prezzi della materia prima acquistata da Gazprom.

Per la precisione l’arbitrato riguarderà i termini contrattuali che legano l’azienda milanese a Promgas che è una joint-venture fra Gazprom (60%) ed Eni (40%). L’argomento del contendere sono i contratti di lungo termine (durata venticinquennale) di tipo “take or pay” che ad oggi costringono molti operatori ad acquistare il gas all’ingrosso a prezzi superiori a quelli di vendita sul mercato.

Se a questo si aggiunge che Edison è il secondo operatore italiano dopo Eni con il 17% degli approvvigionamenti e che da Promgas acquista circa 2 miliardi di metricubi l’anno si comprende la portata economica del contenzioso.

Dalle parti dei russi hanno capito, però, che non è il caso di andare ad un muro contro muro e l’ad di Gazprom, Alexander Medvedev si è detto disponibile ad una trattativa che consenta una soluzione extragiudiziale e extraarbitrale del contenzioso. La posizione di Medvedev è comprensibile: se venisse “condannato” da un arbitrato internazionale la strada sarebbe spianata per le rivendicazioni di qualunque altro operatore che abbia stipulato con Gazprom (o le sue controllate) contratti simili a quello di Edison.

Di certo rinegoziare delle clausole contrattuali al di fuori dei tribunali lascerebbe un certo margine di manovra ai russi anche se, stando a Credit Suisse, Gazprom sta rischiando di perdere circa il 20-25% della propria redditività.

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Posted in: Accordi, Gas, Numeri