Le linee guida nazionali per le rinnovabili e i poteri (limitati) delle Regioni

Posted on 12 ottobre 2010 di

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Ci sono voluti sette anni ma alla fine sono arrivate. Nei giorni scorsi sono divenute effettive (con la pubblicazione in Gazzetta Ufficale del Decreto ministeriale di cui sono un allegato) le “Linee Guida per l’autorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili che dovrebbero quantomeno alleviare (se non eliminare) le incertezze burocratiche che da sempre hanno costellato la strada di chi volesse investire nel settore.

Senza ricordare il calvario giurisprudenziale pregresso si può dire che dovrebbero venire meno almeno due effetti della mancanza delle stesse: i lentissimi iter autorizzativi per gli impianti e l’incertezza delle autorizzazioni stesse una volta ottenute.

Il valore del Decreto sta nel fatto che gli investimenti in fonti rinnovabili sono definiti di “pubblica utilità” e come tali gli enti locali non possono porre limiti se non in casi eccezionali. Inoltre gli stessi enti non potranno più applicare oneri concessori di alcun tipo ne richiedere contributi o spese di pratica se non entro dei limiti rigidamente definiti dal decreto.

Alle Regioni sono rimasti i seguenti compiti/poteri:

  • individuare i siti esclusi dall’installazione di rinnovabili (peraltro con diversi limiti). I relativi elenchi e le planimetrie dovranno essere resi pubblici;
  • gestire il processo di autorizzazione unica;
  • definire le modalità di conclusione del procedimento per i casi in eccezione rispetto al decreto;
  • richiedere documentazione aggiuntiva da allegare all’istanza;
  • estendere la possibilità di installazione libera ad ulteriori casi rispetto a quelli previsti dal decreto;
  • definire gli oneri di istruttoria pratica (nei limiti dello 0,03% del valore dell’investimento);
  • definire misure di compensazione per i comuni (che però non siano a carattere patrimoniale. Quindi, al più, si potranno richiedere opere accessorie di sistemazione per ridurre l’impatto ambientale).

Le Regioni a questo punto hanno 90 giorni di tempo (a partire dal 3 ottobre) per recepire quanto predisposto dalle Linee Guida e in mancanza, a tutti i processi autorizzatori, verranno applicate le linee guida nazionali…

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