La decima edizione dell’Energy Summit: spunti dall’intervento di Alessandro Ortis

Posted on 30 settembre 2010 di

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Utilitaly in questi giorni ha partecipato all’Energy Summit del Sole24Ore. La decima edizione della manifestazione, nonostante l’anniversario, si è rivelata essere abbastanza sottotono sia come temi (che pure erano potenzialmente interessanti) sia come qualità degli interventi.

TEMI: Reti, infrastrutture di trasmissione e energie rinnovabili i temi di quest’anno. Argomenti ormai all’ordine del giorno per chi si occupa di energia e per questo forse è difficile dire qualcosa di nuovo. E infatti, al di là dei dati snocciolati nel corso di interventi e tavole rotonde, la conclusione unanime è sempre la stessa: l’Italia rimane indietro sul fronte della regolazione, mancano certezze normative e la burocrazia ingessa tutto ciò che di buono si potrebbe (o si dovrebbe) fare. Quello che avrebbe dovuto essere un punto di partenza della discussione è stato quindi un punto di arrivo. Un’occasione persa.

RELATORI: spicca su tutti per lucidità di analisi e capacità dialettica il Presidente dell’AEEG, Alessandro Ortis. Questi alcuni spunti forniti alla platea:

  • Il regolatore quando emette nuove norme dovrebbe pensare non solo all’impatto normativo ma anche (forse soprattutto) all’impatto competitivo. Cioè a come le stesse si riverberanno sulla competitività delle aziende e del sistema-Paese;
  • Il “mercato” nell’accezione liberale è un mercato ben regolato. La crisi è il frutto del fallimento del “non-mercato”. L’insegnamento da trarne è che i mercati devono essere regolati in modo efficiente con norme affidabili. E fa un esempio: la regolazione dell’AEEG ha portato a livello sistemico a minori costi per 4,5 miliardi di euro rispetto al 1999;
  • Il mercato europeo dell’energia non esiste. E’ una semplice somma di mercati nazionali;
  • Nel mercato del gas l’Italia sconta una carenza di infrastrutture che non consente di sfruttare “la bolla d’offerta” presente a livello internazionale;
  • In bolletta i cittadini pagano più di 3 miliardi di euro per finanziare le energie rinnovabili. Nel medio periodo questa struttura tariffaria è insostenibile.

(Nei prossimi giorni pubblicheremo qualche altra “citazione” dagli interventi degli altri relatori.)

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Posted in: AEEG, Ipse Dixit