Aspettando Google Energy: Google investe nelle rinnovabili in Italia

Posted on 11 giugno 2010 di

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La notizia è di quelle cose che non passano inosservate, anche perchè riguarda una di quelle aziende che ha fatto dell’inaspettato (ma tutto strettamente parte di un unico disegno) la linea guida del suo modello di business: Google.

Pare che l’azienda americana abbia intenzione di investire sulle energie rinnovabili qui in Italia. Stando alle dichiarazioni del Country Manager italiano, Stefano Maruzzi, le direttrici di investimento sarebbero due:

  • computer farm in prossimità di bacini idrici per sfruttarne l’energia elettrica prodotta;
  • investimenti diretti e indiretti in fonti rinnovabili.

In effetti a livello globale quelli di Google hanno già cominciato a muoversi lanciando il progetto REC che “si propone di realizzare 1 gigawatt di energia rinnovabile attraverso investimenti in aziende che stanno sviluppando tecniche d’avanguardia” e investendo 40 milioni di dollari di Google Venture in due impianti eolici negli States.

E proprio negli Stati Uniti l’azienda californiana ha presentato richiesta per diventare un venditore di energia elettrica. Di certo le motivazioni immediate e razionali addotte non fanno una piega: Google come ogni azienda energivora (basti pensare alle dimensioni dei data center necessari a mantenere operativo il core business aziendale) ha convenienza nell’approvvigionarsi sul mercato all’ingrosso dell’elettricità per spuntare condizioni migliori. Ma c’è di più. Google Energy sarà anche (ovviamente) attiva nella produzione e alla rivendita di energia da fonti rinnovabili e dei relativi certificati verdi.

Insomma un normale operatore “virtuale” del mercato elettrico come ce ne sono anche da noi. C’è però un ulteriore elemento da inserire nell’equazione. E cioè il progetto Google Power Meter con il quale l’azienda ha messo a disposizione degli utenti (americani) un software gratuito con il quale le famiglie e le aziende interessate possono tenere sotto controllo i propri consumi e individuare così esventuali sprechi e ottimizzazioni da effettuare. Il software si collega alle informazioni che arrivano dai “contatori intelligenti” (che nel mondo sono circa 40 milioni) ed è forse un primo esempio di applicazione per l’utente finale della cosiddetta “smart grid”.

Uno dei vantaggi dello scenario futuribile della smart grid è l’autobilanciamento del “sistema” e la possibilità per gli oggetti connessi alla rete di dialogare fra di loro. Il che vuol anche dire che, ad esempio, la lavatrice si spegnerà se glielo dice la rete di distribuzione elettrica. Se a questo aggiungiamo le ultime applicazioni della domotica che vedono sempre più tutti gli oggetti presenti nelle nostre case poter essere controllati a distanza tramite internet e il telefono  cellulare (e Google ha lanciato Android) se ne ha abbastanza per intravedere uno dei possibili scenari che potrebbero essere stati disegnati da quelli di Google.

Cos’ho se metto insieme Google Maps (e relative applicazioni), Google Power Meter, Google Checkout (per i pagamenti) e la capacità di calcolo dei suoi data center?? Un grosso Sistema di Telecontrollo/Telegestione e un centro di Fatturazione/Bollettazione. L’utility energetica servita su un piatto d’argento con costi pressocchè nulli.

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