Al via il risiko dell’acqua. La prima mossa è di Iride e F2i che creano un player per competere con Acea e Hera

Posted on 3 giugno 2010 di

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Il primo vero effetto del “Decreto Ronchi” si è avuto in questi giorni con l’accordo fra Iride e F2i.

L’utility e il fondo di investimento stanno preparando un’operazione che, oltre all’aumento di capitale sociale da 39,5 milioni di euro riservato ad F2i Idrica, dovrebbe portare a ad un Opa da 3 euro ad azione (per totali 33,6 milioni di euro) e al successivo delisting della controllata Mediterranea delle Acque.

Quest’ultima dovrebbe poi essere il “veicolo” in cui concentrare tutte le attività del settore idrico di Iride Acqua e Gas, delle relative controllate (San Giacomo Srl, Amter, IdroTigullio, Acque Potabili,  Acquedotto di Savona S.p.A., Acquedotto Monferrato S.p.A.,  Acque Potabili Siciliane S.p.A) e a valle della fusione con Enia, anche le attività nel settore di quest’ultima. La “nuova” Mediterranea delle Acque sarà controllata al 60% da Iride e al 40% da F2i.

L’obiettivo dichiarato è quello di creare un soggetto industriale forte e in grado di competere sia sul mercato nazionale che su quello internazionale.

L’operazione porterà dovrebbe essere l’inizio di riassetto del settore. Tuttavia, sebbene da più parti si attendano le mosse degli altri big player, c’è da considerare che Acea è ancora invischiata con i suoi problemi di governace, A2A ne è appena uscita e Hera non sembra avere strategie “aggressive” sull’idrico. Forse qualche affondo verrà portato dagli “stranieri” di  Veolia (il cui 17% in Mediterranea delle Acque è stato liquidato con questa operazione) e Suez.

Le prossime mosse? Acea avrebbe adocchiato il servizio idrico di Pavia,  Iride si muoverebbe verso  Brescia e Cremona ed Hera avrebbe nel mirino la municipalizzate di Mantova.

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